NON E’ UN PAESE PER VECCHI

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Che il nostro non è un paese  per vecchi lo sappiamo bene, l’abbiamo voluto noi. Abbiamo voluto un paese “moderno” , con grandi palazzi, grandi strade, spettacolari tangenziali che ci porteranno velocemente (forse) via da qui….per raggiungere i nostri posti di lavoro (per chi ha la fortuna di averne ancora uno!), per arrivare in fretta in fretta (forse) in belle località di mare o di montagna.

Ma chi non la possibilità di “scappare” via, come appunto i nostri “vecchi”, come vivono in un paese così frenetico, caotico, robotizzato….un paese non per loro?

Li vediamo raramente camminare per strada, è un impresa per loro muoversi, troppe auto, troppo caos, un mondo troppo veloce per loro. Li possiamo trovare numerosi nelle sale d’aspetto delle ASL, degli ospedali, con le loro impegnative in mano, aspettano con occhi smarriti il loro turno: ligi e obbedienti, qualcuno magari si arrabbia e si fa sentire, ma la maggior parte di loro aspetta…dov’è andata a finire tutta loro grinta?

Eppure basta guardarli negli occhi un attimo in più, abbozzare un sorriso o una battuta, e loro sono subito disponibili a parlare, a raccontare! Saggi, saggi! Inascoltati da noi sapientoni…sono loro i saggi. Ti raccontano di cure sbagliate, cure che invece di aiutarli a star meglio hanno peggiorato il loro stato di salute,  ti raccontano di medici che non li guardano mentre gli parlano. Loro che sono stanchi, stanchi di tutto.

Parlano della “fregatura” dell’euro: ” 1 euro valeva 2.000 lire”, la loro pensione di 2 milioni ora vale 1.000 euro, e con questi soldi non ci vivi, non arrivi alla fine del mese, non in questo mondo dove solo i ricchi dormono sonni tranquilli. Spesso sono noiosi perché ci ripetono sempre le stesse storie, ma in fondo è meglio così, dobbiamo farcele ripetere sempre queste storie, perché probabilmente non le abbiamo “ascoltate” abbastanza…noi siamo bravi: sbagliamo di testa nostra.

Non è un paese per vecchi, e non  sarà un paese per giovani, sarà solo un paese “vecchio” con l’ambizione di essere il futuro.

Patrizia Sacchetti