WESTFIELD MILAN

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I cittadini Segratesi sanno da tempo che presto, presso l’area della ex dogana, sorgerà il nuovo centro commerciale Westfield.

La struttura occuperà una superficie di circa 180.000 mq e rimpinguerà le casse comunali di circa 25.000.000 di € per oneri di urbanizzazione, nonché comporterà la realizzazione di opere infrastrutturali a carico del colosso Australiano.

Il maggior afflusso di automezzi sull’area provocherà certamente aumento del traffico e conseguente immissione di gas nocivi nell’aria, un vero e proprio pericolo per la salute dei cittadini segratesi.

Detto questo, c’è un aspetto da non trascurare che riguarda l’utilizzo di detta area negli anni precedenti. 

E’ noto che l’impresa Luchini-Artoni ha illecitamente scaricato materiali tossici/nocivi compromettendo sia la qualità dell’aria nelle zone circostanti, sia quella del terreno   interessato dal deposito.

A seguito dell’’interesse dimostrato alla vicenda da parte dei media locali, il Comune di Segrate ha posto sotto sequestro l’area compromessa, obbligando la Luchini-Artoni ad una bonifica della stessa. Purtroppo, tuttavia, risulta che l’impresa si sia limitata esclusivamente a rimuovere il materiale pericoloso dalla superficie dell’area e trasportarlo in altra sede.

Riteniamo che tale minimale intervento non soddisfi minimamente lo scopo dell’azione di bonifica indicata dal Comune e che debbano ancora essere attuati i seguenti ulteriori interventi:

  • sondaggi in profondità per la verifica di dispersione di materiale inquinante;
  • scavi appropriati per lo sbanco del terreno contaminato con trasporto in sito protetto;
  • bonifica (ripulitura) del terreno rimosso mediante raccolta differenziata;
  • smaltimento del materiale inquinante.

Questa operazione comporterà costi che saranno a carico dell’impresa che realizzerà la struttura e che, secondo verifiche effettuate presso il sito della Regione Lombardia, nel 2008 aveva già fatto eseguire sondaggi appropriati da un’azienda partner (Gruppo Stilo). Tali sondaggi erano stati espletati ancor prima dell’intervento sommario della Lucchini-Artoni, nel momento preciso in cui avveniva il sodalizio fra l’imprenditore australiano Westifiled e l’imprenditore italiano Percassi.

I documenti attestanti i predetti sondaggi non riportano notizie riguardanti l’inquinamento del terreno e neppure della falda acquifera. Ma c’è sempre un ma. Infatti non risulta nulla di rilevante nelle zone esaminate a campione, dicono i documenti consultati, ma nelle restanti aree com’è la situazione?

Non possiamo contestare il metodo usato per stabilire l’assenza di pericolo di contaminazione del terreno, ma, di fatto, l’ area interessata è vastissima, tanto che nella documentazione presentata dalla Westfield, sullo studio di impatto ambientale, viene specificato che le aree di cantiere, le aree di stoccaggio, le aree tecniche e le aree limitrofe potenzialmente interessate da impatti legati alla costruzione dell’opera saranno tenute sotto monitoraggio per valutare lo stato del terreno.

Non siamo in grado di sapere adesso se tale monitoraggio ciò verrà eseguito correttamente, così come descritto relazione tecnica, ma cercheremo nelle nostre possibilità di controllare che ciò avvenga.

Monitoreremo il loro monitoraggio (mi piaceva questo gioco di parole) e saremo sempre vigili.

Un articolo di un giornale locale, rinvenuto in Internet, riporta che al momento il progetto Westifield è sparito dal sito del Gruppo Percassi (Stilo Immobiliare), comparendo solo nel sito del colosso Australiano, nel quale, tuttavia, non vengono più indicate le date della prevista apertura. Ho controllato ed è vero…………..to be continued……..

A riveder le stelle, Monica Fiamberti

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