Vino e cemento

vinocemento

Anche quest’anno si svolgerà la consueta festa “Vino e dintorni”.

Questa festa potrebbe essere il riferimento annuale per fare il punto sul nostro paese.
Un anno fa, ci chiedevamo se era questo il modello di paese che aveva promesso in campagna elettorale l’attuale sindaco. Le risposte ci sono arrivate chiare e dirette,  risposte molto concrete: il territorio ricoperto di cemento sotto ogni forma, capannoni, palazzi,  strade.
Qualcuno prontamente ci ricorderà le ciclabili,  già le bellissime ciclabili dove pochi azzardano ad avventurarsi,  tutte finiscono sulla Cassanese, sia a destra che a sinistra, tutte finiranno nei vecchi e nuovi centri commerciali, alla faccia della decrescita felice, tutti intossicati dallo smog a spendere i pochi soldi che sono rimasti.
Forse qualcuno penserà che aver sacrificato i campi agricoli per costruire strutture commerciali porterà prospettive di lavoro per i giovani di Segrate,  ma era questo il genere di lavoro che aspettavamo per i nostri figli? Lavoro precario in un terziario ormai in crisi profonda?
Perché non tenerci i campi e recuperare gli edifici vuoti e in degrado?
Perché non chiedere ai giovani di progettare il loro futuro, sfruttando le loro conoscenze,  i loro studi, invece di metterli in fila in un parcheggio per un casting da MC Donald?
Quante domande ci girano per la testa!
Ma probabilmente la risposta è una sola, amarissima,  ma una sola.
È passato un anno,  moltissimi soldi della comunità spesi male in rotonde, aeroplanini, aiuole, verde appariscente per nascondere la sporcizia,  tanta scena ma pochi vantaggi per i segratesi,  la stazione sempre più degradata,  il traffico in aumento,  i voli su Linate anche, una viabilità inverosimile a discapito dei commercianti, mostri di cemento abbandonati.
Forse è arrivato il momento di farsi un esame di coscenza,  non per l’attuale amministrazione,  sarebbe inutile,  ma per l’opposizione che in comune non è riuscita ad alzare la voce e soprattutto non ha informato nei tempi giusti i cittadini ma solo a carte firmate.
Forse è arrivato il momento di decidere seriamente cosa vogliamo fare del nostro territorio,  definire le priorità dei cittadini,  forse è finito il tempo di delegare.
Che dite, anche quest’anno ci beviamo su??
Patrizia Sacchetti
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