Il bando per il Bar al Centro Parco: dubbi di trasparenza

Il 23 giugno 2014 alle ore 10.30 era fissata l’apertura delle “buste” telematiche contenenti le offerte per l’aggiudicazione del bando per il servizio bar del Centro Parco in seduta pubblica. Curiosi di assistere, ci siamo recati nel palazzo comunale, come indicato nell’avviso di bando. Con noi, i due rappresentanti della società che ha partecipato grazie all’operazione-trasparenza portata avanti dal Meetup di Segrate, che ha informato su tempi e scadenze del bando coloro che ne hanno fatto richiesta.

Una volta dentro, abbiamo appurato che neppure l’usciere sapeva che in quel luogo e a quell’ora si sarebbe tenuta la “gara” pubblica, per cui alle 10,20 del mattino abbiamo dovuto attendere lumi dai piani “alti”. Dopo di che, arrivati in un bellissimo e lucente corridoio che divide varie stanzette, ci siamo presentati in segreteria, registrati e accomodati sulle moderne sedie e in sei abbiamo atteso l’apertura dei “giochi”. Quattro cittadini segratesi e due esponenti della società di cui sopra. Prima per un quarto d’ora, poi mezz’ora.

Alle 11,00 in punto, dopo assiduo via vai di soggetti non identificati – forse impiegati – uno di noi, infastidito più degli altri dal ritardo (che è parso una mancanza di rispetto) ha percorso il corridoio alla ricerca di spiegazioni e senza saperlo si è spinto fino alla saletta di “gara”. Viene fermato all’ingresso e “tranquillizzato”: sarebbero problemi tecnico-informatici a impedire la “pubblicità” della riunione della Commissione che, quindi – manco a dirlo – slitta ancora, fino alle 11,30. Arrivati all’orario indicato, ci fanno accomodare in sala, perché tutto pare “pronto” e la trasmissione può avere inizio“… Senonché scopriamo che, all’apertura delle buste, è presente soltanto una delle due imprese iscritte al bando: proprio quella che vi ha partecipato grazie alla pubblicità promossa dai “grillini”, mentre l’altra – che sarebbe peraltro già attiva a Segrate – è assente.

Sorge spontaneo un dubbio: non è che questo ritardo, in parte, sia dovuto alla nostra inattesa (per loro) apparizione?

Iniziano così le operazioni di apertura delle offerte e la Commissione decide di partire dalla “busta” dell’unico concorrente presente di persona, secondo un iter “pubblico” di una “piattaforma” telematica (noi però siamo solo di fronte a uno schermo che appare collegato a un personal computer) e della “trasparenza” e “contestualità” di “apertura” non ci viene illustrato alcun documento né riferito alcunché, per cui dobbiamo confidare. Del resto – ci dicono – di gare di questo tipo in Comune ne hanno fatte tante, con l’apertura addirittura di un centinaio di “buste”.

Sempre per trasparenza, ci vengono chiesti i nostri nominativi al fine di registrarli a verbale e noi li forniamo, contribuendo così a dare “pubblicità” alle operazioni.

A questo punto si aprono le buste-files…ma la Commissione si ferma e, preliminarmente, decide che l’impresa presente (sempre quella informata dalla nostra operazione-trasparenza) va esclusa perché non ha effettuato il sopralluogo ai locali del Bar e questo era requisito essenziale.

Già – spiegano in Commissione – il requisito è previsto a pena di esclusione nel “disciplinare di gara” (non nell’avviso del bando pubblicato) acquisibile telematicamente dalla piattaforma “Sintel” (www.arca.regione.lombardia.it, procedura: 61737794) di cui il Comune di Segrate si è avvalso e cui ogni interessato, dopo essersi registrato, può e poteva accedere previa identificazione.

Così le rimostranze dell’impresa presente non hanno sortito effetto e la Commissione ha potuto rinviare in prosieguo – dopo il preliminare vaglio tecnico – la valutazione economica dell’offerta dell’unico candidato rimasto, che ne risulterà perciò l’aggiudicatario definitivo, anche se “assente”.

Viene da chiedersi se in qualche modo fosse convinto di avere già vinto o se abbia avuto fortuna. Certo è che questo episodio, unito ad altri, rinnova il dubbio da noi più volte espresso sulla effettività della “trasparenza” in Comune a Segrate.

E quel che lascia ancora più sgomenti è vedere il tipo di rispetto che viene riservato ai comuni cittadini segratesi.

Dopo la vicenda dell’Aeroplanino, il Comune, ancora una volta, ha lasciato in bocca ai segratesi un gusto amaro e nessuna delizia.

Alberto Senigaglia
Patrizia Sacchetti
Attivisti Meetup di Segrate

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