T-RED – il processo (parte 1)

Intervista all’ex comandante dei vigili di Segrate Sig. Franco Fabietti

Un po’ di storia sul processo

I T-RED sono dei dispositivi automatici installati nei pressi di incroci stradali al fine di rilevare e multare i passaggi avvenuti con la lanterna semaforica accesa sul rosso. Nel Novembre 2006, l’amministrazione comunale segratese, guidata dal sindaco Adriano Alessandrini, decise di installare tali apparecchiature in quattro incroci cittadini della strada Cassanese e ciò al dichiarato fine di ridurre il numero di incidenti che pare si verificassero in prossimità di tali incroci.

Il resto, come sappiamo, è ormai cosa nota a tutti. In poco tempo, circa 35.000 persone (segratesi e non) vennero multate per essere passate con il rosso nei suddetti incroci e ciò parve fin da subito strano. Ci si chiese “com’è possibile che d’improvviso così tanti utenti della strada siano divenuti così indisciplinati?”.

Iniziarono così a sorgere i primi dubbi e a circolare delle voci tra i cittadini i quali ritenevano che la durata della luce gialla fosse stata per lo meno dimezzata rispetto ai giorni antecedenti l’installazione dei T Red. Erano voci attendibili oppure no? Questo non si poteva sapere…

Si sa solo che il giorno 11 ottobre 2007 la Guardia di Finanza eseguì il decreto di sequestro (disposto dal Procuratore Aggiunto Dott. Robledo) dei dispositivi T Red e della documentazione rinvenuta presso il Comune di Segrate e presso la sede della Ci.Ti. Esse e della SCAE, ponendo le prime fondamenta per un procedimento penale ad oggi non ancora concluso e che vede tra gli imputati gli amministratori della ditta Ci. Ti. Esse (fornitrice esclusivista dei T-Red) e della SCAE (assegnataria dell’appalto), nonché diverse personalità comunali di varie entità territoriali, tra i quali, il nostro Sindaco ed il nostro attuale comandante della Polizia Locale.

A tale processo hanno preso parte anche numerosi cittadini, circa 150, riuniti grazie alla preziosa collaborazione dell’ex comandante dei Vigili Urbani di Segrate, sig. Franco Fabietti e costituiti quale parte civile con la difesa dell’avv. Francesca Fuso del Foro di Milano. Il sig. Fabietti ha ormai da anni fatto sua la lotta contro i T Red, cercando di aiutare, per quanto possibile, i suoi concittadini, dando loro una voce e fungendo da guida in questa battaglia che, nonostante l’età, sembra determinato a continuare e vincere.

Chi meglio di lui potrebbe quindi raccontarci l’andamento del processo “T Red” ?

Ci rechiamo a casa del sig. Fabietti o, come molti lo chiamano, “la memoria storica di Segrate”. Appena entriamo ci troviamo dinnanzi ad un fiume di documenti. Atti, foto, progetti, pagine di giornale, un carteggio frutto di una raccolta che dura ormai da quasi dieci anni. Se esiste un documento sui T Red puoi star certo che il sig. Fabietti ce l’ha o comunque ne ha sentito parlare. Ci saluta, ci fa accomodare ed iniziamo l’intervista.

M5S: Buongiorno Sig. Fabietti, andiamo subito al sodo: cosa viene contestato agli imputati in questo processo?

FF: occorre in primo luogo precisare che non essendo finito il processo e non essendo stati accertati i fatti con una sentenza, non è ad oggi possibile dire con certezza se vi siano state o meno delle irregolarità. Tale certezza, in termini giuridici, esisterà solamente a seguito di una condanna passata in giudicato. Ciò precisato, dalla requisitoria del pubblico ministero e dall’arringa dell’avvocato Fuso sono emerse diverse circostanze che avvallerebbero l’ipotesi accusatoria sulle presunte irregolarità:

1- l’assegnazione del contratto, con la procedura di cottimo fiduciario, alla ditta SCAE pare che si sia svolta in modo non del tutto regolare;

2- l’installazione degli apparati sembrerebbe essere stata fatta senza la presenza di dirigenti o funzionari del Comune e, soprattutto, senza alcuna autorizzazione della Provincia (proprietaria del terreno sul quale tali impianti sono stati collocati);

3- il funzionamento dei semafori per 24 ore al giorno parrebbe essere in contrasto con quanto previsto dall’art.169 del regolamento di esecuzione del Codice della Strada e dall’art. 41 del Codice della Strada;

4- il prelievo dei dati dalle centraline semaforiche, sembra sia stato effettuato, tramite computer portatili, da dipendenti della ditta CI.TI.ESSE senza la presenza di agenti della Polizia locale, la loro elaborazione da parte della CI.TI.ESSE per la successiva trasmissione alla ditta SCAE e alla Polizia Locale, non risponderebbe alle norme sull’accertamento delle contravvenzioni al Codice della Strada;

5- il Comando della Polizia Locale pare non aver accertato l’attendibilità dei fotogrammi prima della compilazione dei verbali;

Alla luce di tali criticità rilevate (e ad oggi non ancora accertate da una sentenza), il PM dott. Robledo ha chiesto ai Giudici del Tribunale di Milano di voler condannare il sindaco Adriano Alessandrini ad un anno di reclusione; il funzionario dei vigili Dario Zanchetta ad un anno e € 1.000,00 di multa ed il comandante dei vigili Lorenzo Giona ad un anno e sei mesi e € 2.000,00 di multa; l’ex legale rappresentate di Ci.Ti. Esse, sig. Raoul Cairoli, a 5 anni e € 5.000,00 di multa, infine Astorri della ditta SCAE a 3 anni e € 3.000,00 di multa (dati raccolti all’udienza del 16.10.2013), e Zari (Centro Servizi) a 4 anni reclusione  e 4mila euro di multa.

M5S: e il processo, ad oggi come procede?

Sig. Fabietti: all’udienza del 27 Novembre 2013, si sono concluse le discussioni dei difensori degli imputati con l’arringa del difensore di Cairoli e le sue spontanee dichiarazioni. Il processo è stato rinviato al 13 Gennaio u.s. per le repliche e la sentenza. Sfortunatamente il 13 Gennaio, dopo che il P.M. Dott. Robledo ha dichiarato di voler replicare alle arringhe delle difese, gli avvocati degli imputati hanno proclamato l’adesione allo sciopero indetto dall’Unione Camere Penali e non hanno, perciò, permesso al Tribunale di proseguire l’udienza. Di conseguenza, vi è stato un ulteriore rinvio ed il processo riprenderà il giorno 3 Febbraio 2014, salvo ulteriori ostacoli.

M5S: cosa si aspetta da questo processo?

Sig. Fabietti: vede, anni fa ho costituito il comitato dei multati con un solo scopo: ottenere giustizia. Io e l’avvocato Fuso abbiamo lavorato per questo e, se verranno accertate le condotte illecite di cui alle imputazioni, lotteremo per ottenere ciò che è giusto: la restituzione dei soldi prelevati ai cittadini.

M5S: come si è difeso il Sindaco nel processo?

Sig. Fabietti: da quanto ne so io, il sig. Alessandrini ha sempre sostenuto di aver approvato l’installazione di questo sistema di controllo della strada al solo fine di garantire la sicurezza nell’interesse della collettività. Ha affermato che vi fossero molti incidenti prima dell’installazione dei T Red e che questi apparecchi, sempre secondo la sua difesa, servirono a diminuire il numero di sinistri e feriti.

M5S: in quanto ex comandante dei vigili di Segrate pensa esistevano altri modi per garantire la sicurezza della strada, senza dover ricorrere ai T Red?

Sig. Fabietti: occorre a mio avviso precisare che la strada Cassanese era, ed è tutto’ora, una strada sicura. Si tratta di una provinciale a due corsie per senso di marcia, divise da guardrail a norma, che non permettono il passaggio di animali o di persone. I veri problemi sono in effetti gli incroci. A mio parere, al fine di rendere la strada maggiormente sicura sarebbe stato sufficiente adottare una buona segnaletica, aumentando l’illuminazione nei tratti più delicati. Gli incroci avrebbero potuto essere controllati dagli agenti della polizia locale nelle ore notturne più trafficate. Oppure, come poi è stato fatto, sarebbe stato possibile creare delle ampie rotatorie, magari realizzate in maniera meno intricata di quelle attuali. Ma questa è una mia opinione.

M5S: in quegli anni quale era la situazione di cassa del comune di Segrate?

Sig. Fabietti: non lo saprei dire con precisione. Quello che so è che da una dichiarazione dell’allora assessore al bilancio, sig. Tagliaferri, emerge una situazione non molto rosea. L’ex  assessore difatti, intervistato da Segrate Oggi, dichiarava: “…resta alto l’indebitamento di via I Maggio, risultano accesi ad oggi una quarantina di mutui stipulati negli ultimi decenni per un totale di circa € 40.000.000,00 che costano ai segratesi ogni anno circa 2 milioni e mezzo di euro tra rimborso capitali ed interessi. (Segrate Oggi, edizione del 2 marzo 2011)“ .

M5S: a quanto ammonterebbe il valore complessivo delle contravvenzioni elevate?

Sig. Fabietti: dagli atti di causa emerge che l’allora legale rappresentante della ditta Ci.Ti. Esse, Raoul Cairoli, ha dichiarato che gli incassi derivanti dalle multe ammonterebbero ad € 2.400.000,00. A mio parere la cifra potrebbe essere anche più alta perchè ai verbali per passaggio con il rosso, dovrebbero aggiungersi le multe per infrazione dell’art. 126 bis 2°comma C.d.S., notificate ad alcuni cittadini. Anche tralasciando tale circostanza, posto che per ogni multa il comune ha incassato circa € 157,60 (compreso € 14.6 come spese di accertamento) e posto che le multe sono state circa 35.000 direi che il valore delle multe emesse a seguito di accertamento effettuato con i T Red, nel solo territorio segratese, si aggira intorno ad € 5.341.000,00, ai quali aggiungere le multe per violazione dell’art. 126 bis 2° comma C.d.S., decurtando eventuali annullamenti di verbali effettuati dal Giudice di Pace o dal Prefetto.

M5S: questi soldi sono stati poi impiegati o reinvestiti per la sicurezza stradale?

Sig. Fabietti: non saprei con certezza, magari sono stati investiti per le bellissime rotonde a fagiolo, che ci invidiano in tutta Italia, ma non ne sono sicuro.

M5S: qual’è la fiducia dei multati verso una conclusione positiva del processo?

Sig. Fabietti: devo dirle che, purtroppo, visti i tanti anni passati per giungere alla sentenza di primo grado, il processo non viene seguito più con grandi aspettative, ma io dico ai nostri concittadini e agli altri multati di avere fede nella giustizia. Del resto la battaglia è stata lunga, dobbiamo tenere duro ancora per poco.

M5S: grazie tante sig. Fabietti per la sua disponibilità.

Sig. Fabietti: grazie a voi. Ci vediamo all’udienza del 3 Febbraio presso il Tribunale Penale di Milano. Un sentito ringraziamento all’avvocato Francesca Fuso da parte di tutti i cittadini per essere riuscita con la sua elevata professionalità a fermare, dall’11.10.2007, il proliferare della “gallina dalle uova d’oro” scoperta dai sindaci di circa 8.200 comuni di tutta Italia.


Paolo Salvini e Diego Dimalta

Si ringrazia l’avvocato Francesca Fuso per la preziosa collaborazione.

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