CITTADINI DI SERIE B

Sono passati anni da quando il primo acquirente delle case del quartiere S. Monica ha sottoscritto il primo preliminare di vendita. Lo ricordo come fosse ieri. C’era un ufficio vendite bellissimo in una lussuosa cascina completamente ristrutturata. All’ingresso c’era un enorme plastico del progetto del quartiere. La chiamavano la città dei sogni…..santa monica

Presto però i sogni si sono trasformati in incubi…..

santa monica 2

L’amministrazione comunale aveva concesso alla società Vegagest sgr la possibilità di costruire il quartiere, imponendo all’operatore privato l’assegnazione di alcuni alloggi in edilizia convenzionata ed il finanziamento delle infrastrutture urbanisticheIn comune venne istituita una graduatoria in maniera tale da permettere alle famiglie giovani e bisognose di fruire di tale agevolazione, acquistando gli immobili ad un prezzo calmierato, imposto al di sotto di quello di mercatoRicordo molto bene come l’amministrazione si fece vanto del progetto. Venne organizzata un’inaugurazione in pompa magna, con il rituale taglio del nastro da parte del sindaco.

Poi però le cose cambiarono. I lavori rallentarono e le case vendute avevano dei grossi problemi che portarono più volte l’allagamento del piano -2 degli stabili in via Caboto 1 e 2. La società venditrice assicurò di aver trovato una soluzione al problema dell’allagamento, ma purtroppo quella “soluzione” (delle pompe idrovore) ad oggi ha un costo di circa € 140mila all’anno a carico dei condomini che, come detto, avevano potuto acquistare quella casa in quanto giovani e con redditi non troppo elevati.

Lo ribadisco, famiglie che erano riuscite a comprare le case in virtù del proprio basso reddito, ora si trovano a dover spendere la somma complessiva di circa                € 140mila annui per evitare che si allaghino i box siti al piano -2 (con conseguente spegnimento degli ascensori e disagi agli impianti elettrici).

In concomitanza al sopraggiungere di queste ombre, anche l’amministrazione comunale si “disinnamorò” del quartiere, spostando le proprie attenzioni al ben più riuscito progetto del “Centro Parco” e lasciando gli abitanti del quartiere S. Monica al proprio destino. Il progetto S. Monica non venne più nemmeno menzionato dal Comune, diventando un qualcosa da dimenticare e da far dimenticare a tutti.

Oggi, a circa 3 anni dal primo rogito, i cittadini che, fidandosi dello sponsor comunale, avevano acquistato le case di S. Monica, si ritrovano in ginocchio, con spese condominiali di circa 6.000€/anno e con l’incombente rischio di fallimento.

Mi domando: come reagirebbe il Comune se 90 famiglie, che avevano confidato nell’amministrazione comunale comprando in edilizia convenzionata, si ritrovassero per strada? Già, perché il rischio di fallimento del condominio di via Caboto 1 e 2 è realecomporterebbe gravi conseguenze, a livello economico e a livello sociale, in quanto all’improvviso circa 90 famiglie resterebbero senza casa.

Non sarebbe un bel danno all’immagine per questo Comune che proprio sull’apparire ha sempre puntato in maniera particolare?

Cosa intende fare il Comune, in concreto e nell’immediato, per aiutare questi cittadini di Serie B ?

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One thought on “CITTADINI DI SERIE B

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