Paesaggio diffuso: Segrate vista dai segratesi

Leggo con piacere che oggi, 4 ottobre, a Segrate è prevista la presentazione del libro Paesaggio Diffuso. L’Esperienza di un Nuovo Quartiere a Segrate, di Paolo Palmulli e Paolo Villa, ed onestamente non so se reagire con una risata o con un pianto…

Paesaggio diffuso

In primo luogo non posso non notare come la copertina del libro, una foto del Centro Parco, ritragga il quartiere da lontano, evidenziando la simbiosi tra case e natura… Le case sembrano emergere dagli alberi i quali, a loro volta, paiono adagiati sulle rive del lago. Una foto bellissima.

Tuttavia, forse gli autori non sanno che se avessero spostato la macchina fotografica di un centimetro a sinistra avrebbero potuto ritrarre meglio anche i due scheletri di cemento che danno il benvenuto nel Cento Parco a chiunque arrivi dalla strada Cassanese.

Eppure questi due palazzi di 10/12 piani sono ben visibili, perché non sono stati fotografati meglio?

Beh, magari si tratta solo di una svista, diciamo che i fotografi si sono interessati più alla zona “sud” del quartiere… Ma allora perché non si vedono le foto degli ALTRI due palazzi (quelli vicino al “Quadrato”, per intenderci)  anch’essi affacciati sulla cava del Centro Parco ed anch’essi in fase di stallo o quasi?

Penso che sia almeno singolare il fatto che un libro intitolato “Paesaggio Diffuso” non fotografi il paesaggio ma bensì un solo scorcio di un più ampio panorama. Forse sarebbe stato meglio intitolarlo “Scorcio Diffuso”, oppure “Dettaglio Diffuso”…

Ad ogni modo, lasciando perdere la piccola svista in copertina, sono sicuro che il contenuto del libro saprà cogliere appieno tutti gli aspetti dell’ “Esperienza di un Nuovo Quartiere a Segrate” .

Sono sicuro che il libro parlerà dell’esperienza dei cittadini del quartiere Santa Monica che, dopo aver partecipato ad un bando indetto dal Comune, sono riusciti ad acquistare delle case in edilizia convenzionata. Peccato solo che, a causa di qualche leggerezza in fase di realizzazione e di autorizzazione del progetto, gli stessi siano ad oggi costretti a sostenere una spesa ANNUA di circa € 150.000,00 per la corrente delle pompe idrovore che, se spente, rischiano di allagare un intero piano interrato.

Sono sicuro che il libro parlerà anche dell’esperienza di comprare una casa pubblicizzata dal Comune (con tanto di inaugurazione del Sindaco, ancora visibile su “You Tube”) in un luogo che doveva essere fantastico, con grattacieli di 30 piani, con scuole, laghetti e prati, salvo poi trovarsi a vivere in un cantiere senza speranza di miglioramento.

Sono certo del fatto che nel libro si vedranno foto come questa che, per inciso, ritrae il panorama che vedo tutti giorni tornando a casa. Un area inaccessibile ed un enorme palazzo disabitato. Ecco l’esperienza di vivere al quartiere Santa Monica.

Boffalora

Sono sicuro che il libro parlerà anche dell’ esperienza del Segrate Village, che avrebbe dovuto essere il cuore pulsante di una nuova Segrate, ma che di fatto risulta poco più di una cattedrale nel deserto; oppure palerà dell’esperienza del Golfo Agricolo e di tutte le altre aree tolte alla natura per costruire case che nessuno compra.

Ma forse, purtroppo, il libro parlerà solo del Centro Parco… Bene, allora sono sicuro che non potrà non parlare del fatto che i lavori delle torri vicino all’Eurospin sono ormai fermi da tempo e che in città inizia a girare voce (ancora priva di riscontro) che uno di questi palazzi non verrà mai portato a termine divenendo col tempo irrecuperabile.

Inoltre, se il libro parlerà del Centro Parco, non potrà non parlare del fatto che in tale area è appena stato costruito un baracchino dal modico costo di € 600.000,00, quando poco distante ci sarebbero da bonificare le sponde della cava (invase da ratti) da sistemare l’area cani e da adeguare le illuminazioni notturne.

Ma forse gli autori non conoscono e non potrebbero nemmeno conoscere tutte queste vicende che riguardano i nuovi quartieri segratesi, non potendo farvi riferimento nel loro libro.

Poco conta, sono sicuro che alla presentazione che si terrà oggi, dinnanzi alle autorità internazionali (parteciperà anche il sindaco di Mytishchi, Russia), qualcuno evidenzierà il fatto che, in realtà l’esperienza dei nuovi quartieri segratesi non è poi così rosea come sembra.

Insomma, nonostante tutto, pur non avendo letto il libro, non posso che essere fiducioso, anzi, certo, che oggi alla presentazione, si parlerà di tutti questi problemi.

Perché infondo é questo che si prova davvero a vivere l’esperienza di un nuovo quartiere a Segrate.

Diego Dimalta

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4 pensieri su “Paesaggio diffuso: Segrate vista dai segratesi

  1. Buongiorno,
    dalle Sue parole Sig. Dimalta mi sembra che la situazione di Segrate sia molto critica.
    Io ho letto il libro e ho guardato le bellissime foto. Devo dire che il quartiere, il Centro Parco è molto accogliente. Sono contenta di vedere che almeno qualcuno prova a fare uno sforzo CONCRETO per migliorare la situazione.
    Le Sue parole servono per informare i cittadini sulla realtà di Segrate, ma purtroppo non fanno nulla di CONCRETO per migliorarla.
    Cordialmente
    Sandra

    • Buongiorno Sig.ra, Sandra,
      deve sapere che Segrate nel 2012, si è meritata il premio Attila del Wwf “con 1,5 milioni di mq di aree agricole distrutte (con il suolo edificato che copre l’80% della cittadina, contro una media del 42% della provincia di Milano), per far posto a un’urbanizzazione da boom economico post guerra e, tanto per non farsi mancare nulla, anche il progetto di un mega centro commerciale”. Questo scrive l’associazione parco sud milano. Noi ovviamente non possiamo abbattere gli edifici costruiti, ma possiamo dire con certezza che non doveva essere concesso di edificare indiscriminatamente a discapito del bene della nostra città e dei nostri cittadini. Prova ne è il fatto che molti dei palazzi in costruzione sono fermi e molti degli appartamenti dei palazzi nuovi costruiti sono invenduti.
      Cordialmente la saluto.
      Paolo

    • Gentile Sandra,
      dalle mie parole emerge una visione critica di Segrate. Dalle sue emerge una bella recensione di un libro. Si tratta semplicemente di prospettive differenti.

      Se poi andiamo a parlare, come dice lei, nel concreto,
      il Centro Parco non è l’unico nuovo quartiere segratese. E’ difatti sufficiente uscire da via S. Rocco per osservare la situazione disastrosa degli altri progetti edilizi della nostra città.
      Forse non ha letto bene il mio scitto, o forse non ha ben presente il territorio segratese, ma le assicuro che gli abitanti di S. Monica e del Village non sarebbero molto d’accordo con lei sulla concretezza dei progetti su cui aveva puntato la nostra amministrazione.

      Tutto questo, per non parlare della vociferata mancanza di fondi che sembra non permetterà NEL CONCRETO di finire i palazzi attualmente lasciati in stato di abbandono nel Centro Parco, vicino all’Eurospin. Nel CONCRETO potrei finanziare io la conclusione dei lavori ma, purtroppo, NEL CONCRETO devo pagare circa € 7.000,00 di spese condominiali (le assicuro, molto concrete) per colpa di non ben accertati errori di progettazione/costruzione/autorizzazione nelle case di S. Monica (SEGRATE), comprate NEL CONCRETO in edilizia convenzionata, tramite una graduatoria del Comune.

      Ad ogni modo, la finalità di un blog è quella di informare. Quindi nel CONCRETO ho raggiunto il mio obbiettivo.
      La finalità della pubblica amministrazione invece è quella di guardare al benessere e alla tutela del cittadino e in merito, nel CONCRETO, avrei qualche riserva…

      D’altra parte, mi dispiace che lei sottovaluti l’importanza dell’informazione. A mio parere solo tramite l’informazione è possibile NEL CONCRETO capire i problemi e trovare soluzioni. Differentemente il rischio sarebbe simile a quello in cui incorrerrebbe il medico che volesse curare un paziente senza prima aver capito i sintomi e/o studiato i rimedi.
      Grazie al cielo, gli evangelisti, Johann Gutenberg ed anche i proprietari di tutti i giornali e TV del mondo sembrano pensarla diversamente da lei.

      Su una cosa siamo d’accordo. Le foto del libro sono BELLISSIME.

      Cordialità

      Diego Dimalta

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