Il Comitato segratese per la Vita Indipendente scrive al Sindaco

Riceviamo e pubblichiamo la lettera inviata al Sindaco Alessandrini dal Comitato segratese per la Vita Indipendente.

Lettera aperta al Sindaco: discriminazione e razzismo nei confronti delle persone con disabilità.

Egregio Sindaco Alessandrini,

mi sono imbattuto nell’interessante articolo apparso su “www.SegrateOggi.it” del 22 luglio 2013 con titolo “Dai tagli ai costi della politica € 240.000 per l’assunzione di giovani Segratesi senza lavoro” e sono rimasto sconcertato e amareggiato insieme ai miei compagni di associazione.

Dopo le numerose manifestazioni da me organizzate, infatti, cui avevano fatto seguito, da un lato, dichiarazioni “politiche” di carenza di fondi e, dall’altro, le personali Sue rassicurazioni circa la tutela di noi disabili gravi (e anche di dirigenti dei servizi sociali), mi accorgo che o Lei e la giunta segratese non siete in grado di mantenere le promesse o che non avete “messo in campo” a questo proposito le giuste “energie” oppure, ancora – e peggio -, che non intendiate farlo.

La lettura appena fatta mi obbliga a domandarmi quindi perchè mai per la “vita indipendente” di noi disabili non si stanzino fondi ad hoc, per l’assistenza indiretta. Forse che sono più in difficoltà giovani disoccupati, perfettamente sani e abili rispetto a disabili disoccupati, con in aggiunta gravi problemi di salute che impediscono loro persino di andare al bagno da soli?

Hanno più bisogno d’aiuto i primi o i secondi? E perchè mai il Comune di Segrate dovrebbe “aiutare” le persone sane piuttosto che i disabili? Perchè Sindaco e Giunta – o peggio il Consiglio- pensano che l’aiuto ai “sani” rientri nelle competenze “politico-sociali” del Comune e i progetti individualizzati per l’assistenza indiretta delle persone con disabilità invece no? Perchè mai dei disabili dovrebbe occuparsene la Regione e/o lo Stato o ancora peggio genitori ormai anziani? Perchè si deve poter “discriminare” a livello “comunale” e non a livello regionale o statale? Perché a parità di “disagio sociale” (disoccupazione) deve prevalere il giudizio dell’autonomia e della abilità del “sano” rispetto alla disabilità?

Sono davvero questi i termini di equità e giustizia che ispirano l’amministrazione comunale segratese? Questi gli esempi di civiltà e dignità che si offrono alla cittadinanza? Al giorno d’oggi si può davvero “preferire” l’ “assistenza sociale” alla dignità dell’uomo? Davvero nel terzo Millennio intendete ignorare esempi di civiltà illuminante “antiapartheid” e “antisemitismo” per fare passi indietro e tornare alla “rupe Tarpea”?

Perché non pensare di “investire” buona parte di quei “fondi” distribuendoli tra persone gravemente disabili per la realizzazione di progetti di vita indipendente, dimostrando in concreto di ritenere ancora possibile che esse persone siano in grado di contribuire alla “ricchezza” della Città, in quanto “sfruttabili” per le rispettive capacità creative e lavorative? E perché non investire altra parte di quei fondi per fare assumere dagli stessi “disabili” i giovani disoccupati “sani” come assistenti personali piuttosto che da aziende private in chissà quali mansioni?

Non è che in questo modo “creativo-evolutivo” si sarebbe meglio contribuito a eliminare in un colpo solo più “piaghe”, fugando anche eventuali sospetti?

Caro Sindaco, vorrei tanto che i miei compagni ed io ci fossimo davvero sbagliati a interpretare le sue dichiarazioni, piuttosto che accorgerci che anche in questa Amministrazione prevale la cultura involutiva della “discriminazione”.

Confidiamo quindi che Lei sia in grado di correggere da subito questa iniqua situazione, di stampo “razzista” che diversamente – se nei fatti confermata -, sarà da noi osteggiata attivamente, nei termini e nei modi consentitici dalla Legge, politicamente e giudizialmente.

In attesa di leggere Sua personale e pubblica rettifica delle dichiarazioni rese, mi permetto di suggerirLe la lettura di “Io prima di te” di Moyes Jojo, Mondadori collana Omnibus (www.ibs.it) che ritengo possa esserLe di conforto e ausilio prima di assumere ogni Sua decisione.

Distinti saluti

Comitato Segratese per la vita indipendente
Leonardo Tencati
Nicola Casini

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